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    05 Gen 2010 
    MONDIALI NUOTO, POLO NATATORIO OSTIA CONSEGNATO ALLA FINL'Ufficio del Commissario Delegato ha formalmente consegnato, nella giornata di ieri, il compendio sportivo del Polo Natatorio di Ostia - realizzato nell'ambito dei Campionati Mondiali di Roma 09 - alla Federazione Italiana Nuoto, già nel possesso della struttura in qualità di concessionaria. Il Polo Natatorio di Ostia, già operativo per le attività socio-federali, prossimamente aprirà anche alla cittadinanza, in ossequio alle convenzioni con il Comune di Roma. Lo comunica la Fin. (omniroma.it)

    (05 gennaio 2010 ore 12:04)


    adriana fornaro · 1212 visite · 0 commenti
    04 Gen 2010 

    Cochi (PdL): "Questione approfondita in sedi competenti"

    «Nel merito di quanto sta accadendo sull’impianto di Ostia, -dichiara Mollicone- la commissione Sport ha esaminato gli incartamenti dedicando all’argomento più di una seduta alla presenza degli uffici, chiedendo e ottenendo ben due pareri dall’avvocatura circa la delibera 85 del 2007 approvata dalla giunta Veltroni, e in generale sull’assegnazione diretta di ben tre impianti dei mondiali alla Federazione Italiana di Nuoto.
    Da questo lavoro, ripreso anche dalla commissione Garanzia e Trasparenza, è emerso con chiarezza che la delibera 85/2007 identifica la Fin come finanziatore dei  tre impianti notatori, mentre alla analisi dei fatti si è appurato che la Federazione non ha partecipato economicamente. L’interpretazione dell’Avvocatura, per quanto precisa e puntuale, non risolve l’analisi del punto 5 della delibera 85, quello nel quale viene proprio definita la Fin come finanziatrice. L’Avvocatura  non si espressa su questo elemento e non ha chiarito se fosse conditio sine qua non per l’assegnazione diretta degli impianti, rimandando paradossalmente la decisione agli uffici del Comune di Roma.
    In ogni caso, dall’analisi svolta, emerge con chiarezza che la Fin non ha ottemperato al finanziamento degli impianti come previsto dalla delibera e, a parere della Commissione, questo elemento inficerebbe l’assegnazione diretta e rimetterebbe in discussione gli atti firmati, comprensibilmente per la sua tutela, dall’amministrazione, ma troppo frettolosamente dall’Ufficio Sport a cui abbiamo chiesto di certificare l’effettiva valenza del punto 5 della delibera 85, senza ottenere ancora risposta .
    In particolare, esisterebbe un verbale presso l’ufficio del Commissario dei Mondiali di nuoto che confermerebbe il ruolo di finanziatore diretto e l’impegno preso dalla Fin e poi non rispettato. A gennaio, dunque, convocherò la commissione Sport,  invitando la Fin e il Commissario dei Mondiali, al fine di tutelare l’amministrazione comunale da una assegnazione che rischia di essere impugnata da altre associazioni sportive e allo scopo di verificare la possibilità di una messa al bando degli impianti».  
    È quanto dichiara il presidente della commissione Sport del Comune di Roma, Federico Mollicone.


    COCHI: «Per quel che concerne i mondiali di nuoto, la questione è stata già approfondita nelle sedi competenti. Prima di firmare e sottoscrivere determinati provvedimenti sono stati coinvolti tutti i vertici amministrativi competenti in materia: il direttore dell’Ufficio sport, il Segretariato generale e l’avvocatura del Comune, che ha espresso per ben due volte il parere favorevole rispetto all’operato dell’Ufficio Sport. Inoltre vorrei sottolineare che la parte sportiva del polo natatorio di Ostia è già terminata da tempo ed io ho partecipato per ben due volte alla Commissione Sport e alla Commissione di Garanzia e Trasparenza, spiegando dettagliatamente i provvedimenti adottati dall’amministrazione comunale.
    Ovviamente, rimaniamo spettatori interessati innanzitutto perché proprietari dell’area sulla quale è stato realizzato l’impianto, poi per quello che riguarda l’operato del commissario straordinario e ciò che è derivato dopo lo svolgimento della competizione sportiva. L’intento del Comune, e soprattutto dell’Ufficio Sport,  è sempre stato quello di rimanere parte attiva allo scopo di fare rispettare le regole che interessano gli impianti sportivi che ricadono sotto le sue competenze».

    È quanto dichiara il delegato del Sindaco allo Sport, Alessandro Cochi. (Urlo Web)


    adriana fornaro · 1217 visite · 0 commenti
    31 Dic 2009 
    Acque sempre più agitate al Polo natatorio, con il Comune che fa anche balenare la possibilità di mettere al bando il proprio impianto sul Lungomare ancora in fase di ultimazione, nonostante i Mondiali siano già ampiamente archiviati.
    In ballo la gestione della struttura che comprende due piscine (una coperta), una foresteria da 80 posti e vasti parcheggi: una sede ideale per le nazionali. Sul campo ci sono appunto la Federazione italiana Nuoto e l’impresa costruttrice Gecom: la prima ha ribadito anche ieri «di essere concessionaria dell’impianto e di esserne stata reintegrata nel possesso dal Tribunale di Roma il 23 dicembre dopo l’impedimento all’accesso intervenuto il 6 dello stesso mese». Ma lunedì, all’arrivo dell’ufficiale giudiziario, la Gecom, secondo la nota del proprio legale, Claudio Ferrazza, è caduta dalle nuvole: «Ma quale sentenza? L’impianto resta in nostro possesso fino alla fine dei lavori». Da quanto si è appreso, il problema è nato dalla richiesta della ditta costruttrice di una somma dovuta dalla Fin per la realizzazione del Polo in base agli accordi sui tre impianti pubblici costruiti per i Mondiali. Un braccio di ferro che ha subito innescato polemiche. «Questo è solo l’ultimo episodio di una vicenda gestita dalla giunta Alemanno con una totale mancanza di trasparenza dichiara Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio Mi auguro che la struttura di Ostia venga al più presto destinata alla giusta fruizione pubblica». Invece per il delegato comunale allo Sport, Alessandro Cochi, ogni questione è già stata chiarita nelle commissioni Sport e Garanzia e trasparenza: «Il Comune fa rispettare le regole sulla gestione degli impianti».
    Federico Mollicone, Pdl presidente della commissione Sport, si spinge oltre: «Le carte indicano chiaramente la Fin come finanziatrice degli impianti, mentre in realtà la Federazione non ha ancora partecipato economicamente. Questo rimette tutto in gioco: a gennaio convocherò la commissione Sport per tutelare il Comune e per verificare la possibilità di una messa al bando degli impianti». Infine il deputato Pdl, Federico Rampelli: «A nessuno può essere consentito procedere a espropri di beni pubblici senza tirare fuori un euro». Il MESSAGGERO

    adriana fornaro · 427 visite · 10 commenti
    08 Ott 2009 

    adriana fornaro · 501 visite · 0 commenti
    08 Ott 2009 
    Roma, 16:42

    MONDIALI NUOTO, FIN: SOSTEGNO A VERTICI CIRCOLI SPORTIVI ROMA



    "Il potenziamento dell'impiantistica sportiva pubblica e privata in occasione dei Campionati del Mondo Roma 09 era e rimane un obiettivo prioritario della Federazione Italiana Nuoto. Risultano pubblici i provvedimenti di legge emanati dalla Presidenza del Consiglio, dal Dipartimento della Protezione Civile, dal Commissario Delegato di Governo, dal Consiglio e dalla Giunta del Comune di Roma, che hanno regolato l'iter procedurale a cui i circoli privati dovevano attenersi per ricevere le relative autorizzazioni. Pertanto, in merito alle notizie diffuse a mezzo stampa riguardanti le iniziative giudiziarie che interessano le opere di implementazione connesse ai Campionati del Mondo di Roma 09, la Federazione Italiana Nuoto esprime pieno sostegno e solidarietà ai dirigenti dei Circoli Sportivi che - nel rispetto del citato quadro normativo emanato dagli Organi di Stato e dagli Enti Locali - hanno attuato investimenti a favore dell'intero movimento natatorio". E' quanto si legge in una nota della Fin in relazione ai sequestri di alcuni impianti che hanno ospitato i Mondiali di nuoto a Roma effettuati oggi. "La Federazione Italiana Nuoto confida che un rapido corso della giustizia chiarisca tutti gli aspetti della vicenda e restituisca alle società interessate il pieno utilizzo degli impianti".




    adriana fornaro · 609 visite · 13 commenti
    08 Ott 2009 

    adriana fornaro · 433 visite · 9 commenti
    08 Ott 2009 

    adriana fornaro · 695 visite · 23 commenti
    08 Ott 2009 

    abusi edilizi negli impianti

    Sigilli a 11 piscine dei Mondiali di nuoto
    Trenta indagati, c'è anche Malagò

    Le strutture sarebbero state edificate in violazione delle norme paesaggistiche e urbanistiche. Tra gli indagati il commissario delegato per i mondiali di nuoto, Claudio Rinald

    In particolare il gip Donatella Pavone ha disposto il sequestro preventivo, come chiesto dal pm Sergio Colaiocco ed eseguito dalla polizia municipale, delle strutture di undici circoli, piscine, foresterie, parcheggi, spogliatoi e palestre, che sarebbero state edificate in violazione delle norme paesaggistiche, urbanistiche e in genere ritenute abusive. I circoli destinatari del provvedimento sono: Cristo Re, Acqua Aniene, Tiro a Volo Polisportiva Parioli, villa Flaminia, città Futura, Agepi, Axa, Real Sporting Village, Roma Team Sport, Sport 2000, Roma 70. Lo stesso gip aveva già disposto nei mesi scorsi il sequestro di strutture di quattro circoli di Roma: Salaria Sport Village, Tevere Remo, Gav New city, Flaminio sporting club.
     


    Per quanto concerne questi circoli dal 15 settembre scorso il sequestro è diventato definitivo dopo che il giudice ne aveva dato la facoltà d'uso per i mondiali di nuoto. Secondo l'accusa, tra l'altro, i lavori non solo sarebbero stati realizzati in violazione di norme urbanistiche e paesaggistiche, ma anche senza l'intesa con il Comune di Roma che non ha riscosso oneri concessori per circa cinque milioni di euro. Per quanto riguarda la posizione di Malagò, questi, stando a quanto si è appreso, è indagato quale presidente del Circolo Canottieri Aniene che è amministrativamente responsabile del circolo «Acqua Aniene», ossia uno di quelli sequestrati oggi dal gip.
     


    Il circolo in questione è in via della Moschea ai Parioli, ad oltre un chilometro dall'Aniene che sorge vicino al Tevere all'Acqua Acetosa. Proseguono intanto gli accertamenti della procura anche per quanto riguarda l'attività svolta in vista delle competizioni sportive prima della nomina di Rinaldi. Indagini che riguardano anche la 'storià dei lavori svolti presso il circolo Salaria Sport Village di Settebagni che fu realizzato anche dall'acquisizione di terreni agricoli in una zona ritenuta a rischio esondazione del Tevere.


    adriana fornaro · 292 visite · 7 commenti
    08 Ott 2009 
    Roma 2009, undici nuovi sequestri - Indagato Malagò per abusi edilizi. Nuoto-piscine dei Mondiali Si allarga l'inchiesta su presunti abusi edilizi compiuti in 15 circoli sportivi privati per la realizzazione di impianti destinati ai Mondiali di nuoto 2009 che si sono svolti lo scorso luglio nella Capitale. Questa mattina gli ufficiali giudiziari per conto della Procura hanno effettuato un nuovo maxi sequestro in undici circoli sportivi della Capitale per strutture realizzate senza i necessari permessi. Si allunga anche la lista delle persone indagate, una trentina, tra cui il commissario straordinario Roma 2009 Claudio Rinaldi, cui si aggiunge anche Giovanni Malagò, ex presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali di nuoto "Roma 2009". In undici tra i più noti circoli sportivi romani sono state poste sotto sequestro piscine, foresterie, parcheggi, spogliatoi, palestre e altre strutture edificate in violazione delle norme paesaggistiche, urbanistiche e in genere ritenute abusive. Il gip nelle ordinanze di sequestro ipotizza, a vario titolo, la violazione delle norme urbanistiche, paesaggistiche, per le opere realizzate senza l'intesa con il Comune di Roma che non ha riscosso oneri concessori per circa cinque miliardi di euro. Giovanni Malagò è indagato in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene amministrativamente responsabile del circolo "Acqua Aniene", uno degli impianti sottoposti a sequestro totale oggi dal gip Donatella Pavone, su richiesta del pm della procura di Roma, Sergio Colaiocco. Il circolo Acqua Aniene si trova in via della Moschea, nella zona Parioli a Roma, ad almeno un chilometro di distanza dall'Aniene che sorge su una ansa del Tevere. Secondo la procura le opere realizzate abusivamente, strutture terminate e già funzionanti, sono state costruite su un'area di proprietà comunale: area concessa per l'edificazione di un nuovo edificio, realizzazione di una piscina esterna e sistemazione di un parcheggio realizzato con uno sbancamento. Strutture abusive, ancora in fase di edificazione, sono state sottoposte a sequestro nei circoli: "Roma 70", "Polisportiva Parioli Tiro a Volo", "Roma team sport", "Polisportiva Città futura". Sigilli alle strutture già ultimate nei circoli: "Acqua Aniene", "Cristo Re", "Axa Immobil sport", "Real sport village", "Associazione Agepi", "Villa Flaminia", "Sport 2000". Il gip aveva già disposto nei mesi scorsi il sequestro di strutture (dal 15 settembre scorso diventato definitivo dopo l'uso concesso per i mondiali di nuoto) in altri quattro circoli di Roma: "Salaria Sport Village", "Tevere Remo", "Gav New city", "Flaminio sporting club". La procura sta indagando, oltre sulle presunte violazioni edilizie contestate oggi, anche su presunti abusi commessi all'epoca della gestione dall'ex Commissario di "Roma 2009", Angelo Balducci, attualmente presidente del Consiglio superiore del lavori pubblici per quanto riguarda la vicenda del "Salaria Sport Village" di Settebagni in cui sono state realizzate, e sequestrate, opere di ampliamento per 160 mila metri cubi con piscine e foresterie. Il circolo privato, fondato dal figlio di Balducci, Filippo, fu realizzato anche dall'acquisizione di terreni agricoli in zona ritenuta dalla procura "a rischio esondazione del Tevere". Filippo Balducci ha successivamente ceduto le quote a due fiduciarie socie del circolo: Claudio Rinaldi, nominato Commissario per i mondiali di nuoto dopo Balducci, firmò le autorizzazioni alla realizzazione delle opere del Salaria Sport Village nel quadro dell'organizzazione dei mondiali di nuoto. ( di Rita Celi e Corrado Zunino)

    adriana fornaro · 249 visite · 6 commenti
    07 Ott 2009 
    Paola Torbidoni, responsabile per il XIII Municipio di Roma dell'Italia dei Diritti : "Chiediamo una risposta immediata alle richieste della comunità locale"
     
     
    ROMA, 7 ottobre 2009 - Continuano le proteste dei cittadini di Ostia in risposta al << grande regalo>> del sindaco Alemanno; si tratta del Polo Natatorio del Lungomare Duilio, una struttura di mille metri quadrati, due piscine coperte, una piscina olimpica all'aperto, palestra, bar e sala tv che gli abitanti del litorale romano tuttavia non hanno ancora potuto utilizzare. Oltre al danno, la beffa; il mega impianto infatti si è trasformato in un centro federale riservato agli allenamenti delle nazionali italiane e alle competizioni internazionali e ne è stato vietato l'accesso al pubblico. I cittadini quindi sono costretti a subire la presenza di una struttura costruita abusivamente a 200 metri dal mare senza neanche poterne usufruire.
    Paola Torbidoni, responsabile per il XIII Municipio di Roma dell'Italia dei Diritti, ha commentato indignata: "Il Polo Natatorio di Ostia è un complesso destinato ai cittadini e come tale deve essere utilizzato. Chiediamo quindi la trasformazione dell'impianto in un polo sportivo che, tramite un'iscrizione, possa essere aperto al pubblico. Il centro, costruito per i mondiali di nuoto 2009, fino adesso è stato adoperato esclusivamente dall'ingegnere che lo ha costruito, il quale si è fatto riservare 300 posti auto sottratti alla struttura per il suo stabilimento privato. Non è ammissibile lo spreco di un  polo sportivo con tali potenzialità".
    L'impianto, inoltre, rischia di cadere a pezzi se continuerà a non essere utilizzato e potrebbe finire come molte di quelle strutture costruite con i soldi dei cittadini e mai aperte alla comunità.
    adriana fornaro · 197 visite · 2 commenti
    03 Ott 2009 
    Concorrenza sleale» per le piscine

    Sotto accusa le convenzioni firmate dal Comune: impianti realizzati con soldi pubblici senza bando di gara

    ROMA - Concorrenza sleale», «per­plessità sulla conformità delle assegnazioni», «gestioni date senza bando». I Mondiali di nuoto sono finiti da diversi mesi, ma le polemiche nuota­no ancora. Il Cogisco (Coordinamento gestione impianti sportivi co­munali) ha scritto al Comune, con una nota (protocollo n. 169) inviata il 16 settembre 2009. La relazione è durissi­ma, è diventata oggetto di una seduta della Commissio­ne consigliare Sport e cultura ma soprattutto è finita al cen­tro di uno scontro politico, tut­to interno agli ex di An, che ri­schia di portare alle dimissio­ni il delegato allo sport Ales­sandro Cochi. Il consigliere, ie­ri, era piuttosto arrabbiato: e sta pensando seriamente di ri­mettere il mandato.

    Tutto nasce dalla firma, di qualche giorno fa, sulle con­venzioni per le piscine pubbli­che dei Mondiali: Ostia, Pietra­lata e Valco San Paolo. Atto ne­cessario, quello sottoscritto da Cochi, per far partire effetti­vamente i tre poli natatori, an­cora fermi ai box. Ma poco do­po la firma, lo scorso 30 set­tembre, si è riunita la commis­sione Sport e cultura. Nella se­duta, dopo lo stadio della Ro­ma, «si passa ad esaminare la nota del Cogisco, avente per oggetto la realizzazione e la fu­tura gestione di nuovi impian­ti natatori, dati in concessione alla Federazione italiana nuo­to ancora prima di essere co­struiti ». La relazione del presidente Federico Mollicone (Pdl, ala rampelliana) è netta: «Il Cogi­sco - si legge nel verbale - rap­presenta alcune perplessità circa la conformità di tali ope­razioni alle deliberazioni n.85/2007 e n.170/2002. Si te­me, infatti, che gli impianti concessi alla Fin siano gestiti in modo tale da costituire, nei confronti degli impianti già esistenti, una concorrenza sle­ale in quanto realizzati con fondi pubblici e assegnati sen­za apposito bando». Le pisci­ne in questione sono quelle che dovevano essere il fiore al­l’occhiello dei Mondiali.

    Ma, come documentato dal Corrie­re , a Pietralata ci sono i cancel­li sbarrati, ad Ostia - che di­venterà un centro federale, con spazi ridotti per i cittadini - ci si organizzano feste e sera­te. Ora arriva quest’altra tego­la. Mollicone e i membri della commissione vogliono veder­ci chiaro. E così, dopo aver re­cepito la nota del Cogisco, chiedono «una relazione scrit­ta ai competenti uffici dell’am­ministrazione, in collaborazio­ne con l’Avvocatura comuna­­le, al fine di verificare la legitti­mità dell’assegnazione degli impianti alla Fin che, peraltro, non ha ancora finanziato le opere, secondo quanto previ­sto dalla delibera 85/2007 co­me conditio sine qua non al­l’assegnazione stessa». Una stroncatura in piena re­gola, insomma: «I tecnici com­petenti - si legge ancora sul verbale - e l’Avvocatura do­vranno mettere per iscritto se le convenzioni, elaborate se­condo modelli standard, sia­no legittime alla luce di quan­to evidenziato dal Cogisco, perché sembra che non si sia­no verificate le due condizioni poste dal consiglio comunale con i citati provvedimenti: fi­nanziamento degli impianti da parte della Fin; numero de­gli impianti gestiti dalla Fede­razione medesima». Passag­gio che non è piaciuto a Co­chi, che si è sentito delegitti­mato. La chiusura è secca: «La verifica si chiede per tutelare gli uffici e il delegato allo sport. Se avesse esito negati­vo, la deliberazione 85/2007 non potrebbe trovare applica­zione e metterebbe in grave difficoltà l’amministrazione comunale. Verifica che sareb­be da estendere a tutti gli im­pianti dei mondiali». Qualora le note del Cogisco fossero confermate, si ridiscuterebbe di tutte le piscine, e si potreb­be procedere ad un bando per assegnare quelle pubbliche.

    Ernesto Menicucci e Clarida Salvatori
    Corriere della sera, edizione romana, pagina 3
    03 ottobre 2009


    adriana fornaro · 254 visite · 8 commenti
    01 Ott 2009 

    OSTIA, ONORATO (UDC): «GARANTIRE UTILIZZO PUBBLICO POLO NATATORIO»









    «Chiedo al sindaco Alemanno quali provvedimenti amministrativi intenda adottare per rispettare l’impegno assunto con i cittadini romani il giorno dell’inaugurazione: destinare alla pubblica fruizione le nuove strutture del Polo natatorio realizzato sul lungomare di Ostia in occasione dei recenti campionati del mondo di nuoto». Così in una nota il capogruppo dell’Udc in Campidoglio Alessandro Onorato che ha presentato una interrogazione urgente questo pomeriggio presso la presidenza del Consiglio comunale. «Non possiamo nascondere la nostra preoccupazione - ha spiegato - per gli esiti di una vicenda che fin dalla fase progettuale ha suscitato concreti timori e legittime rivendicazioni da parte dei cittadini sia in merito alla collocazione della struttura su un area di sicuro pregio urbanistico, sia per quanto riguarda la qualità architettonica dell’opera e, soprattutto, in merito ai criteri da adottare per la concessione e la gestione del complesso terminate le competizioni mondiali». «Il sindaco Alemanno - dice ancora Onorato - in occasione dell’inaugurazione lo scorso giugno non aveva lesinato rassicurazioni, impegnandosi a mantenere la destinazione pubblica dell’impianto. Terminati i mondiali da qualche mese e trascorso anche il periodo estivo ci sembra ora quanto mai opportuno che il Sindaco dia seguito formale a quelle rassicurazioni, indicando quali procedure intenda seguire per conciliare la destinazione dell’impianto a centro federale e l?utilizzo da parte dei cittadini a tariffe calmierate». «Un chiarimento ancor più indispensabile - conclude il capogruppo - soprattutto in questi giorni in cui si rincorre la voce, tutta da verificare, che l’impianto stia per essere trasformato soltanto in centro federale e chiuso ai cittadini».



    adriana fornaro · 236 visite · 9 commenti

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