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(05 gennaio 2010 ore 12:04)
Cochi (PdL): "Questione approfondita in sedi competenti"
«Nel merito di quanto sta accadendo sull’impianto di Ostia, -dichiara Mollicone- la commissione Sport ha esaminato gli incartamenti dedicando all’argomento più di una seduta alla presenza degli uffici, chiedendo e ottenendo ben due pareri dall’avvocatura circa la delibera 85 del 2007 approvata dalla giunta Veltroni, e in generale sull’assegnazione diretta di ben tre impianti dei mondiali alla Federazione Italiana di Nuoto.
Da questo lavoro, ripreso anche dalla commissione Garanzia e Trasparenza, è emerso con chiarezza che la delibera 85/2007 identifica la Fin come finanziatore dei tre impianti notatori, mentre alla analisi dei fatti si è appurato che la Federazione non ha partecipato economicamente. L’interpretazione dell’Avvocatura, per quanto precisa e puntuale, non risolve l’analisi del punto 5 della delibera 85, quello nel quale viene proprio definita la Fin come finanziatrice. L’Avvocatura non si espressa su questo elemento e non ha chiarito se fosse conditio sine qua non per l’assegnazione diretta degli impianti, rimandando paradossalmente la decisione agli uffici del Comune di Roma.
In ogni caso, dall’analisi svolta, emerge con chiarezza che la Fin non ha ottemperato al finanziamento degli impianti come previsto dalla delibera e, a parere della Commissione, questo elemento inficerebbe l’assegnazione diretta e rimetterebbe in discussione gli atti firmati, comprensibilmente per la sua tutela, dall’amministrazione, ma troppo frettolosamente dall’Ufficio Sport a cui abbiamo chiesto di certificare l’effettiva valenza del punto 5 della delibera 85, senza ottenere ancora risposta .
In particolare, esisterebbe un verbale presso l’ufficio del Commissario dei Mondiali di nuoto che confermerebbe il ruolo di finanziatore diretto e l’impegno preso dalla Fin e poi non rispettato. A gennaio, dunque, convocherò la commissione Sport, invitando la Fin e il Commissario dei Mondiali, al fine di tutelare l’amministrazione comunale da una assegnazione che rischia di essere impugnata da altre associazioni sportive e allo scopo di verificare la possibilità di una messa al bando degli impianti».
È quanto dichiara il presidente della commissione Sport del Comune di Roma, Federico Mollicone.
COCHI: «Per quel che concerne i mondiali di nuoto, la questione è stata già approfondita nelle sedi competenti. Prima di firmare e sottoscrivere determinati provvedimenti sono stati coinvolti tutti i vertici amministrativi competenti in materia: il direttore dell’Ufficio sport, il Segretariato generale e l’avvocatura del Comune, che ha espresso per ben due volte il parere favorevole rispetto all’operato dell’Ufficio Sport. Inoltre vorrei sottolineare che la parte sportiva del polo natatorio di Ostia è già terminata da tempo ed io ho partecipato per ben due volte alla Commissione Sport e alla Commissione di Garanzia e Trasparenza, spiegando dettagliatamente i provvedimenti adottati dall’amministrazione comunale.
Ovviamente, rimaniamo spettatori interessati innanzitutto perché proprietari dell’area sulla quale è stato realizzato l’impianto, poi per quello che riguarda l’operato del commissario straordinario e ciò che è derivato dopo lo svolgimento della competizione sportiva. L’intento del Comune, e soprattutto dell’Ufficio Sport, è sempre stato quello di rimanere parte attiva allo scopo di fare rispettare le regole che interessano gli impianti sportivi che ricadono sotto le sue competenze».
È quanto dichiara il delegato del Sindaco allo Sport, Alessandro Cochi. (Urlo Web)
In ballo la gestione della struttura che comprende due piscine (una coperta), una foresteria da 80 posti e vasti parcheggi: una sede ideale per le nazionali. Sul campo ci sono appunto la Federazione italiana Nuoto e l’impresa costruttrice Gecom: la prima ha ribadito anche ieri «di essere concessionaria dell’impianto e di esserne stata reintegrata nel possesso dal Tribunale di Roma il 23 dicembre dopo l’impedimento all’accesso intervenuto il 6 dello stesso mese». Ma lunedì, all’arrivo dell’ufficiale giudiziario, la Gecom, secondo la nota del proprio legale, Claudio Ferrazza, è caduta dalle nuvole: «Ma quale sentenza? L’impianto resta in nostro possesso fino alla fine dei lavori». Da quanto si è appreso, il problema è nato dalla richiesta della ditta costruttrice di una somma dovuta dalla Fin per la realizzazione del Polo in base agli accordi sui tre impianti pubblici costruiti per i Mondiali. Un braccio di ferro che ha subito innescato polemiche. «Questo è solo l’ultimo episodio di una vicenda gestita dalla giunta Alemanno con una totale mancanza di trasparenza dichiara Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio Mi auguro che la struttura di Ostia venga al più presto destinata alla giusta fruizione pubblica». Invece per il delegato comunale allo Sport, Alessandro Cochi, ogni questione è già stata chiarita nelle commissioni Sport e Garanzia e trasparenza: «Il Comune fa rispettare le regole sulla gestione degli impianti».
Federico Mollicone, Pdl presidente della commissione Sport, si spinge oltre: «Le carte indicano chiaramente la Fin come finanziatrice degli impianti, mentre in realtà la Federazione non ha ancora partecipato economicamente. Questo rimette tutto in gioco: a gennaio convocherò la commissione Sport per tutelare il Comune e per verificare la possibilità di una messa al bando degli impianti». Infine il deputato Pdl, Federico Rampelli: «A nessuno può essere consentito procedere a espropri di beni pubblici senza tirare fuori un euro». Il MESSAGGERO
| NUOTO/MONDIALE: COCHI (PDL), FARE SUBITO CHIAREZZA |
(ASCA) - Roma, 8 ott - ''Chiedo che sulla vicenda dei presunti abusi edilizi sia fatta luce il piu' rapidamente possibile e che il successivo dissequestro permetta di restituire gli impianti alla loro fondamentale funzione, quella cioe' di essere al servizio degli atleti, degli sportivi e dei bambini romani, visto che molte famiglie hanno gia' pagato le iscrizioni, facendo non pochi sacrifici, e che gli stessi concessionari devono pagare dei mutui talvolta molto pesanti''. Cosi' in una nota, Alessandro Cochi, delegato del sindaco di Roma per lo sport. |
MONDIALI NUOTO, FIN: SOSTEGNO A VERTICI CIRCOLI SPORTIVI ROMA
"Il potenziamento dell'impiantistica sportiva pubblica e privata in occasione dei Campionati del Mondo Roma 09 era e rimane un obiettivo prioritario della Federazione Italiana Nuoto. Risultano pubblici i provvedimenti di legge emanati dalla Presidenza del Consiglio, dal Dipartimento della Protezione Civile, dal Commissario Delegato di Governo, dal Consiglio e dalla Giunta del Comune di Roma, che hanno regolato l'iter procedurale a cui i circoli privati dovevano attenersi per ricevere le relative autorizzazioni. Pertanto, in merito alle notizie diffuse a mezzo stampa riguardanti le iniziative giudiziarie che interessano le opere di implementazione connesse ai Campionati del Mondo di Roma 09, la Federazione Italiana Nuoto esprime pieno sostegno e solidarietà ai dirigenti dei Circoli Sportivi che - nel rispetto del citato quadro normativo emanato dagli Organi di Stato e dagli Enti Locali - hanno attuato investimenti a favore dell'intero movimento natatorio". E' quanto si legge in una nota della Fin in relazione ai sequestri di alcuni impianti che hanno ospitato i Mondiali di nuoto a Roma effettuati oggi. "La Federazione Italiana Nuoto confida che un rapido corso della giustizia chiarisca tutti gli aspetti della vicenda e restituisca alle società interessate il pieno utilizzo degli impianti".
| NUOTO/MONDIALI: PECIOLA (SA), ORA FARE LUCE SU ALTRI SCEMPI |
(ASCA) - Roma, 8 ott - ''Le preoccupazioni e le denunce di quanti avevano riscontrato illegalita' nelle strutture sportive create o trasformate in vista dei Mondiali di Nuoto hanno avuto un'amara conferma con i sequestri operati oggi dalla polizia municipale, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma sui presunti abusi edilizi. I comitati locali, come quelli Ostia, avevano da tempo segnalato queste irregolarita', come nel caso degli impianto Axa Immobil Sport''. Lo dichiara, in una nota, Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Roma della Sinistra l'Arcobaleno e coordinatore del Gruppo Federato della Sinistra in Provincia. |
| 08-10-2009 | |
| NUOTO/MONDIALI: LEGAMBIENTE, MAI PIU' PROCEDURE SPECIALI | |
(ASCA) - Roma, 8 ott - ''Le procedure speciali hanno fatto male ai Mondiali di Nuoto, hanno tolto lo spazio di confronto con comitati e associazioni, ma soprattutto hanno privato chiunque della possibilita' di tenere sotto controllo le procedure autorizzative''. Lo dichiara Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio. |
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abusi edilizi negli impianti
Sigilli a 11 piscine dei Mondiali di nuoto
Trenta indagati, c'è anche Malagò
Le strutture sarebbero state edificate in violazione delle norme paesaggistiche e urbanistiche. Tra gli indagati il commissario delegato per i mondiali di nuoto, Claudio Rinald
- Undici strutture inerenti a circoli sportivi natatori sono state sequestrate nell'ambito dell'inchiesta su presunti abusi edilizi che sarebbero stati commessi nella realizzazione di strutture da usare in vista degli ormai conclusi mondiali di nuoto. Trenta le persone indagate nell'ambito di questa inchiesta, tra queste figurano anche il commissario delegato per i mondiali di nuoto, Claudio Rinaldi, e Giovanni Malagò, presidente del comitato organizzatore dei mondiali e presidente del Circolo Canottieri Aniene (la sua iscrizione nel registro degli indagati è relativa a questa seconda qualifica).
In particolare il gip Donatella Pavone ha disposto il sequestro preventivo, come chiesto dal pm Sergio Colaiocco ed eseguito dalla polizia municipale, delle strutture di undici circoli, piscine, foresterie, parcheggi, spogliatoi e palestre, che sarebbero state edificate in violazione delle norme paesaggistiche, urbanistiche e in genere ritenute abusive. I circoli destinatari del provvedimento sono: Cristo Re, Acqua Aniene, Tiro a Volo Polisportiva Parioli, villa Flaminia, città Futura, Agepi, Axa, Real Sporting Village, Roma Team Sport, Sport 2000, Roma 70. Lo stesso gip aveva già disposto nei mesi scorsi il sequestro di strutture di quattro circoli di Roma: Salaria Sport Village, Tevere Remo, Gav New city, Flaminio sporting club.
Per quanto concerne questi circoli dal 15 settembre scorso il sequestro è diventato definitivo dopo che il giudice ne aveva dato la facoltà d'uso per i mondiali di nuoto. Secondo l'accusa, tra l'altro, i lavori non solo sarebbero stati realizzati in violazione di norme urbanistiche e paesaggistiche, ma anche senza l'intesa con il Comune di Roma che non ha riscosso oneri concessori per circa cinque milioni di euro. Per quanto riguarda la posizione di Malagò, questi, stando a quanto si è appreso, è indagato quale presidente del Circolo Canottieri Aniene che è amministrativamente responsabile del circolo «Acqua Aniene», ossia uno di quelli sequestrati oggi dal gip.
Il circolo in questione è in via della Moschea ai Parioli, ad oltre un chilometro dall'Aniene che sorge vicino al Tevere all'Acqua Acetosa. Proseguono intanto gli accertamenti della procura anche per quanto riguarda l'attività svolta in vista delle competizioni sportive prima della nomina di Rinaldi. Indagini che riguardano anche la 'storià dei lavori svolti presso il circolo Salaria Sport Village di Settebagni che fu realizzato anche dall'acquisizione di terreni agricoli in una zona ritenuta a rischio esondazione del Tevere.
ROMA, 7 ottobre 2009 - Continuano le proteste dei cittadini di Ostia in risposta al << grande regalo>> del sindaco Alemanno; si tratta del Polo Natatorio del Lungomare Duilio, una struttura di mille metri quadrati, due piscine coperte, una piscina olimpica all'aperto, palestra, bar e sala tv che gli abitanti del litorale romano tuttavia non hanno ancora potuto utilizzare. Oltre al danno, la beffa; il mega impianto infatti si è trasformato in un centro federale riservato agli allenamenti delle nazionali italiane e alle competizioni internazionali e ne è stato vietato l'accesso al pubblico. I cittadini quindi sono costretti a subire la presenza di una struttura costruita abusivamente a 200 metri dal mare senza neanche poterne usufruire.
Paola Torbidoni, responsabile per il XIII Municipio di Roma dell'Italia dei Diritti, ha commentato indignata: "Il Polo Natatorio di Ostia è un complesso destinato ai cittadini e come tale deve essere utilizzato. Chiediamo quindi la trasformazione dell'impianto in un polo sportivo che, tramite un'iscrizione, possa essere aperto al pubblico. Il centro, costruito per i mondiali di nuoto 2009, fino adesso è stato adoperato esclusivamente dall'ingegnere che lo ha costruito, il quale si è fatto riservare 300 posti auto sottratti alla struttura per il suo stabilimento privato. Non è ammissibile lo spreco di un polo sportivo con tali potenzialità".
L'impianto, inoltre, rischia di cadere a pezzi se continuerà a non essere utilizzato e potrebbe finire come molte di quelle strutture costruite con i soldi dei cittadini e mai aperte alla comunità.
Sotto accusa le convenzioni firmate dal Comune: impianti realizzati con soldi pubblici senza bando di gara
ROMA - Concorrenza sleale», «perplessità sulla conformità delle assegnazioni», «gestioni date senza bando». I Mondiali di nuoto sono finiti da diversi mesi, ma le polemiche nuotano ancora. Il Cogisco (Coordinamento gestione impianti sportivi comunali) ha scritto al Comune, con una nota (protocollo n. 169) inviata il 16 settembre 2009. La relazione è durissima, è diventata oggetto di una seduta della Commissione consigliare Sport e cultura ma soprattutto è finita al centro di uno scontro politico, tutto interno agli ex di An, che rischia di portare alle dimissioni il delegato allo sport Alessandro Cochi. Il consigliere, ieri, era piuttosto arrabbiato: e sta pensando seriamente di rimettere il mandato.
Tutto nasce dalla firma, di qualche giorno fa, sulle convenzioni per le piscine pubbliche dei Mondiali: Ostia, Pietralata e Valco San Paolo. Atto necessario, quello sottoscritto da Cochi, per far partire effettivamente i tre poli natatori, ancora fermi ai box. Ma poco dopo la firma, lo scorso 30 settembre, si è riunita la commissione Sport e cultura. Nella seduta, dopo lo stadio della Roma, «si passa ad esaminare la nota del Cogisco, avente per oggetto la realizzazione e la futura gestione di nuovi impianti natatori, dati in concessione alla Federazione italiana nuoto ancora prima di essere costruiti ». La relazione del presidente Federico Mollicone (Pdl, ala rampelliana) è netta: «Il Cogisco - si legge nel verbale - rappresenta alcune perplessità circa la conformità di tali operazioni alle deliberazioni n.85/2007 e n.170/2002. Si teme, infatti, che gli impianti concessi alla Fin siano gestiti in modo tale da costituire, nei confronti degli impianti già esistenti, una concorrenza sleale in quanto realizzati con fondi pubblici e assegnati senza apposito bando». Le piscine in questione sono quelle che dovevano essere il fiore all’occhiello dei Mondiali.
Ma, come documentato dal Corriere , a Pietralata ci sono i cancelli sbarrati, ad Ostia - che diventerà un centro federale, con spazi ridotti per i cittadini - ci si organizzano feste e serate. Ora arriva quest’altra tegola. Mollicone e i membri della commissione vogliono vederci chiaro. E così, dopo aver recepito la nota del Cogisco, chiedono «una relazione scritta ai competenti uffici dell’amministrazione, in collaborazione con l’Avvocatura comunale, al fine di verificare la legittimità dell’assegnazione degli impianti alla Fin che, peraltro, non ha ancora finanziato le opere, secondo quanto previsto dalla delibera 85/2007 come conditio sine qua non all’assegnazione stessa». Una stroncatura in piena regola, insomma: «I tecnici competenti - si legge ancora sul verbale - e l’Avvocatura dovranno mettere per iscritto se le convenzioni, elaborate secondo modelli standard, siano legittime alla luce di quanto evidenziato dal Cogisco, perché sembra che non si siano verificate le due condizioni poste dal consiglio comunale con i citati provvedimenti: finanziamento degli impianti da parte della Fin; numero degli impianti gestiti dalla Federazione medesima». Passaggio che non è piaciuto a Cochi, che si è sentito delegittimato. La chiusura è secca: «La verifica si chiede per tutelare gli uffici e il delegato allo sport. Se avesse esito negativo, la deliberazione 85/2007 non potrebbe trovare applicazione e metterebbe in grave difficoltà l’amministrazione comunale. Verifica che sarebbe da estendere a tutti gli impianti dei mondiali». Qualora le note del Cogisco fossero confermate, si ridiscuterebbe di tutte le piscine, e si potrebbe procedere ad un bando per assegnare quelle pubbliche.
Ernesto Menicucci e Clarida Salvatori
Corriere della sera, edizione romana, pagina 3
03 ottobre 2009
OSTIA, ONORATO (UDC): «GARANTIRE UTILIZZO PUBBLICO POLO NATATORIO»
30 set 2009
«Chiedo al sindaco Alemanno quali provvedimenti amministrativi intenda adottare per rispettare l’impegno assunto con i cittadini romani il giorno dell’inaugurazione: destinare alla pubblica fruizione le nuove strutture del Polo natatorio realizzato sul lungomare di Ostia in occasione dei recenti campionati del mondo di nuoto». Così in una nota il capogruppo dell’Udc in Campidoglio Alessandro Onorato che ha presentato una interrogazione urgente questo pomeriggio presso la presidenza del Consiglio comunale. «Non possiamo nascondere la nostra preoccupazione - ha spiegato - per gli esiti di una vicenda che fin dalla fase progettuale ha suscitato concreti timori e legittime rivendicazioni da parte dei cittadini sia in merito alla collocazione della struttura su un area di sicuro pregio urbanistico, sia per quanto riguarda la qualità architettonica dell’opera e, soprattutto, in merito ai criteri da adottare per la concessione e la gestione del complesso terminate le competizioni mondiali». «Il sindaco Alemanno - dice ancora Onorato - in occasione dell’inaugurazione lo scorso giugno non aveva lesinato rassicurazioni, impegnandosi a mantenere la destinazione pubblica dell’impianto. Terminati i mondiali da qualche mese e trascorso anche il periodo estivo ci sembra ora quanto mai opportuno che il Sindaco dia seguito formale a quelle rassicurazioni, indicando quali procedure intenda seguire per conciliare la destinazione dell’impianto a centro federale e l?utilizzo da parte dei cittadini a tariffe calmierate». «Un chiarimento ancor più indispensabile - conclude il capogruppo - soprattutto in questi giorni in cui si rincorre la voce, tutta da verificare, che l’impianto stia per essere trasformato soltanto in centro federale e chiuso ai cittadini».
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Sindicazione
10.07.09 @ 17:55:33
da adriana fornaro
BUFFONI.
10.07.09 @ 17:54:37
da adriana fornaro
Art. 13 (Riserva di alloggi di erp ...
26.06.09 @ 09:43:56
da IL PRESIDENTE del CDQ MONTI TIBURTINI
Siamo stati accolti anche noi famiglie ...
18.06.09 @ 11:52:10
da MT
altro ke piscine qui se so ...
31.05.09 @ 11:56:35
da dux